Nutrizionista Livorno Maria Basile

Le mie F.A.Q.

La mia esperienza professionale mi ha portato a realizzare che la maggior parte delle persone che mi contatta sente la necessità di perdere peso. C’è chi insegue il sogno (talvolta promesso) di ottenere un dimagrimento localizzato, chi vuole avere cosce e glutei tonici e duri abbandonando definitvamente la cellulite, chi vuole la tartaruga da esibire al mare. Quello che accomuna (quasi) tutti è la volontà di ottenere un dimagrimento veloce. Alcuni lo vorrebbero così veloce da non voler neanche perdere il tempo per una visita, ma vorrebbero il loro nutrizionista on line che con la sola tastiera risolva i loro problemi!

Poi ci sono persone che si rivolgono a me perchè hanno esigenze particolari quali un tumore, o la necessità di rivedere la loro alimentazione in seguito ad un intervento chirurgico che li ha privati della cistifellea, di un tratto di intestino…o di qualche altro organo. Molte persone hanno problemi con la tiroide (percentualmente in aumento costante!)

Da qui la mia volontà di voler mettere un pò di ordine su alcuni argomenti.

Come mai all’inizio di ogni dieta si perde tanto peso, ma poi basta una settimana di cedimento per tornare al punto di partenza?

L’effetto yo-yo (questo è il nome di questo rimbalzo ponderale) è spesso la più frequente e triste evidenza che si riscontra nelle diete fai-da-te, o in quelle che prevedono l’abbandono immediato dei carboidrati. “Ho tolto solo pane e pasta ed ho perso tre chili in due settimane!”, si sente in giro. Chissà quante volte lo avrai detto anche tu… L’ho detto anche io, se questo ti può far sentire meno solo! Ma cosa accade appena ci si lascia andare? Accade che i chili ritornano, così come la cellulite, la pancetta e quel senso di gonfiore addominale. Ma allora cosa accade nelle prime settimane di dieta? Accade che con una dieta ipocalorica ed ipoglucidica il corpo reagisce “consumando” la massa magra di cui dispone. Si, il corpo si nutre del suo stesso tessuto muscolare. La componente di acqua in esso contenuta viene eliminata ed il peso diminuisce. Perdendo la massa muscolare accade però anche un rallentamento del metabolismo basale, cosa nemica del “sano dimagrimento” di cui abbiamo bisogno.

Ho un problema di grasso localizzato sull’addome (o sui glutei), lo posso risolvere?

Altro mito da sfatare, il dimagrimento localizzato non esiste! Esiste la combinazione di sana alimentazione ed attività fisica mirata e calibrata! La tartaruga non uscirà dal letargo se non si ottimizza l’alimentazione…non ti basteranno serie infinite di addominali ed ore di corsa in salita! Certamente l’alimentazione aiuta molto, ma deve essere bilanciata con dovizia. Non basta togliere pane e pasta (e i dolci, questo lo dò per scontato…). Se quelli sono i tuoi obbiettivi non puoi certo permetterti di perdere per strada la tua massa muscolare!

Ma allora quale dieta scegliere?

Difficile da dire! Se ti sei fatto un giro su internet non hai potuto fare a meno di notare che c’è una marea di proposte. Hai visto quanto spesso si legge tutto ed il contrario di tutto? Personalmente cerco di basarmi su alcuni parametri riconosciuti a livello mondiale, che mi provengono da un percorso di aggiornamento scientifico che già so essere pressocchè infinito. Ogni proposta ha dei pro e dei contro, per cui sarebbe ingeneroso e speculativo fare attacchi sui principi teorici di ogni metodo. Ciò che è certo è che le pubblicazioni scientifiche a supporto delle diete vegane e alcaline sono troppo poche e di qualità non universalmente riconosciuta. Ciò non significa, come dievo, che alcuni precetti in esse contenute non siano dei validi supporti alla mia attività. Allo stato attuale la dieta mediterranea sembra essere ancora la più equilibrata, nonchè quella più studiata e accreditata presso le comunità scientifiche. Altre diete attuamente molto di moda sono quelle a base di sole proteine (che spesso rispondono a specifici nomi commerciali che ne distribuiscono specifici integratori alimentari). Fermo restando che piani alimentari del genere si possono elaborare senza per forza sposare un “protocollo commerciale”, sono diete che alla lunga potrebbero causare alterazioni di importanti paramettri ematici. Sono quindi sconsigliate in soggetti predisposti o portatori di particolari condizioni cliniche. Per questa ragione richiedo sempre gli esami del sangue a quanti vorrebbero intraprendere un simile percorso o che vengono a me dopo essercisi sottoposti.

Esistono diete detossificanti? Funzionano? Come faccio a sapere se ne ho bisogno?

La maggior parte delle volte il piano alimentare definito nel primo incontro viene anticipato da una dieta detox. In questo modo si dà al corpo la possibilità di depurarsi e poter ottimizzare i risultati che si perseguono con i cambiamenti decisi. Lo stato di possibile affaticamento di alcuni organi, come fegato, reni o lo stesso intestino (figli della sovra-alimentazione cronica che la società occidentale si porta dietro) si valuta in base principalmente all’anamnesi alimentare e sociale. Mancanza di assunzione di macro-categorie specifiche di alimenti (come verdure, pesce o frutta), la ripetitività nella dieta settimanale dovuta ad impegni lavorativi particolari, la sedentarietà e la stessa poca creatività in cucina sono spesso causa di diete sbilanciate che possono portare all’accumulo di alcune sostanze negli organi bersaglio col risultato di affaticarli. Spesso questo causa sintomi specifici ben conosciuti a chi presenta queste difficoltà (hai presente quando dopo una serata con amici, in cui si è bevuto qualche bicchiere di vino di troppo, ti risvegli con quella sensazione di “lingua felpata”? Accade quando il fegato ha dovuto lavorare un pò troppo…).

Sono incinta e le mie amiche mi hanno detto che in questo periodo devo assecondare le mie voglie…ma il ginecologo mi ha detto che il mio peso è aumentato troppo.

Caso a parte sono i piani alimentari da preparare per le donne in gravidanza. I bisogni da analizzare in caso di gestione della salute di una persona (intesa non come mero disagio estetico) sono innumerevoli e molto più delicati. La gravidanza è una delle esperienze più emozionanti per una donna, e di solito la voglia di protezione (intesa come proteggere ed essere protetti) si amplifica. Curare la propria alimentazione vuol dire prendersi cura del proprio bambino e calibrare il piano alimentare in maniera accurata diventa di fondamentale importanza. Bisogna assicurare al nascituro le dosi di nutrienti di cui ha bisogno, senza eccessi. Ed anche la mamma devepoter contare su quanto le occorre per portare avanti tale superlavoro!

Ti occupi anche di adolescenti con disturbi dell’alimentazione?

Nei disturbi dell’alimentazione, paradossalmente, il ruolo del nutrizionista resta quasi marginale. Certo, il piano alimentare deve essere elaborato in maniera molto precisa ma il ruolo fondamentale è quello del supporto psicologico e familiare. Per quanto l’empatia e le capacità relazionali di un nutrizionista siano sviluppate, l’aiuto di cui necessitano queste persone è altamente specialistico. Quando mi sono trovata davanti questi casi ho sempre avuto uno stretto contatto coi familiari di queste persone, ed anche un filo diretto col medico di base per rendergli nota la situazione e i cambiamenti che potevo monitorare nel corso degli incontri. Raramente (ed è questo che ancora una volta mette luce sul “dove nasce il problema”) le famiglie si sono dimostrate poco accomodanti alla mia proposta di consultare uno specialista per un supporto psicologico. Ovviamente questo rende più difficile la gestione di situazioni che gia sono drammaticamente complicate.

Faccio palestra tre volte la settimana, come devo mangiare per migliorare i miei risultati?

Non è semplice definire un piano aliimentare per uno sportivo. Un ragazzo che fa palestra ha necesità ed obbiettivi differenti rispetto allo sportivo di vertice. La varietà stessa degli sport fa capire che ogni disciplina ha delle necessità differenti (potenza, velocità, resistenza, prevenzione degli infortuni). Spesso la stesso sport ha necessità di accorgimenti particolari in ragione dell’obiettivo a breve o medio termine da ottenere (ti suona nuova la frase “Ho finito il periodo di massa e devo iniziare a definire i muscoli”?). Senza un allenamento mirato e specifico (sia da amatore che da professionista) non si possono ottenere miracoli. Un piano alimentare specifico è sicuramente un alleato in più nell’ottimizzare i risultati. Per inciso, tornando a parlare della pancetta…quella si, la combatti per lo più a tavola e solo marginalmente in palestra.